Come valutare la ricerca?

La valutazione della ricerca è oggetto di un dibattito internazionale, partito dai paesi che la praticano da alcuni decenni, ed esteso a paesi come la Francia e l’Italia nei quali l’esperienza è più recente. Se ne discuterà a Ca’ Foscari, in Aula Baratto, in occasione della presentazione del libro “La valutazione possibile. Teoria e pratica nel mondo della ricerca” di Andrea Bonaccorsi (il Mulino, 2015) mercoledì 10 febbraio alle 16.15. Interverrà l’autore, Andrea Bonaccorsi.

Introduce e modera Tiziana Lippiello, Prorettore Vicario di Ca’ Foscari. Dopo la presentazione dell’autore, diiscutono i professori cafoscarini Loretta Innocenti, docente di Letteratura Inglese, Carlo Natali, docente di Storia della Filosofia Antica, e Francesco Zirpoli, docente di Economia e Gestione delle Imprese.

Il libro esamina i principali argomenti teorici contrari alla valutazione: l’asservimento alla logica neoliberale, la minaccia alla libertà accademica, la commodificazione della ricerca, e l’impossibilità di quantificare la qualità dei risultati. Per ogni argomento propone dei controargomenti basati su evidenze empiriche o su risultati delle scienze sociali e della filosofia del giudizio pratico.

Il libro affronta poi la difficile questione della pluralità dei criteri di giudizio della qualità nelle discipline umanistiche e sociali. Esaminando la storia del dibattito epistemico nel corso del ‘900 in storia, antropologia, letteratura inglese e scienza politica, l’autore sostiene che un consenso intorno ad un nucleo di criteri è raggiungibile anche in discipline nelle quali vige un ampio e fecondo pluralismo epistemologico e metodologico.

Il libro si conclude con un dialogo con Carlo Olmo, autorevole storico dell’architettura, che partendo da Gadamer e Koselleck e giungendo (via Gramsci e Ginzburg) a Honneth e Ricoeur, rivaluta il valore conoscitivo del conflitto e suggerisce ai processi di valutazione di esporsi alla critica e all’ingaggio diretto con le comunità.

Andrea Bonaccorsi è ordinario di Ingegneria gestionale alla Università di Pisa e svolge ricerca nell’ambito della analisi economica della scienza e della innovazione. È membro di RISE, il ristretto gruppo di esperti che supporta il Commissario Europeo alla Ricerca. Il suo penultimo libro (Edward Elgar, 2014) è il primo studio quantitativo sui sistemi universitari europei basato su microdati. Dal 2011 al 2015 ha fatto parte del Consiglio Direttivo dell’Anvur.

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