Burano l’isola dai mille colori

Ormai anche questa estate sta volgendo al termine, e se devo pensare ad un luogo che l’ha caratterizzata, ti direi Burano l’isola dai mille colori. Il motivo lo capirai leggendo questo articolo.

Come dicevo ci stiamo lasciando alle spalle l’estate ed è iniziato un nuovo mese quello di settembre: il mese dei buoni propositi.

Tu che propositi hai per questo nuovo mese?

Io ne ho diversi e molti riguardano ovviamente SmartVeneto, il mio blog, la mia casa.

Allo stesso tempo però io essendo del segno del cancro sono anche una persona un po’ nostalgica e legata fortemente ai ricordi quindi oggi voglio portarti nel luogo che ha caratterizzato  la mie estate: Burano, l’isola dai mille colori, una località che amo davvero moltissimo

.

Ogni volta che sono qui è per me una bellissima emozione.

Amo tantissimo i suoi mille colori, le sue infinite sfumature, è un’isola che per me rappresenta la gioia.

Burano è sempre così allegra come se niente e nessuno potesse toccarla.

La storia di Burano l’isola dai mille colori

Per capire le origini dell’isola bisogna andare molto indietro nel tempo.

Durante le invasioni barbariche gli antichi abitanti di Altino avevano occupato quest’isola ed è infatti proprio da loro che ha preso origine il nome in particolare da borea, da cui poi Boreana: una delle porte d’ingresso alla città di Altino, quella rivolta a nord- est da cui soffia la bora.

Dalle altre cinque porte della città romana di Altino hanno avuto origine i nomi delle altre isole: come la più antica tra le isole della laguna: Torcello, ma anche Mazzorbo, Murano, Costanziaco e Ammiana.

L'isola di Murano
L’isola di Murano

Cosa non perdere assolutamente a Burano l’isola dai mille colori?

Partiamo dal presupposto che per me Burano è un’isola magica già di per sé e sono proprio le sue infinite sfumature di colori a renderla unica

.

Una domanda che mi sono da sempre fatta è proprio questa: come mai le case sono tutte così colorate?

Beh devi pensare che non si tratta di puro caso o di una vena creativa di chi le ha realizzate ma come in tutto un motivo dietro c’è ed è nato da una necessità cioè quella di consentire ai pescatori che tornavano a casa nei giorni di nebbia, che qui si dice “caigo”: termine che pensa ha avuto origine proprio dal mondo della navigazione, di riconoscere la propria abitazione, tant’è che la prima casa era di colore rosso, proprio per essere notata subito.

Le primissime case però erano ben diverse da quelle che possiamo ammirare oggi si trattava infatti di palafitte.

La Chiesa di San Martino

La Chiesa di San Martino
La Chiesa di San Martino

Un altro luogo simbolo di Burano è La Chiesa dedicata a San Martino vescovo di Tours caratterizzata dalla pendenza dovuta proprio al materiale con cui era stata costruita la sua base, cioè in canne di bambù e fango.

Questa Chiesa non ha avuto una vita semplice.

Nel maggio del 1913 un incendio ha distrutto la navata principale e il settecentesco organo uno dei capolavori della Serenissima che nello stesso anno fu sostituito da quello che si può tutt’ora si può vedere.

Al suo interno sono raccolti vari materiali tra cui un’opera di Giambattista Tiepolo: la Crocifissione e in più c’è un’opera molto particolare dedicata ai santi dell’isola e a una leggenda che li vede protagonisti: sto parlando di S. Albano, S. Domenico e S. Orso che assieme a Santa Barbara sono i patrono di Burano.

Il merletto di Burano

Altra leggenda di Burano è quella legata ad un altro dei motivi che rende famosa l’isola dai Mille colori: Il merletto.

Si tratta di una leggenda che vede protagonista un pescatore prossimo al matrimonio e una sirena.

Un giorno mentre il pescatore stava navigando, come il celebre Ulisse, fu smosso dal canto delle sirene, lui riuscì a resistere, la regina per congratularsi con lui lo premiò per la sua bravura. Una delle sirene però non soddisfatta colpì con la sua coda la nave del pescatore e dalla schiuma si creò il velo nuziale usato dalla sua sposa.

Le donne dell’isola dai mille colori colpite da questa incantevole storia e in particolare dal velo che il pescatore donò alla sua amata nel giorno del loro matrimonio si impegnarono per ricercarlo usando ago e filo.

La magia è che questa leggenda tutt’ora persiste tant’è che le donne dell’isola continuano ad impegnarsi per realizzare l’opera più bella.

Cosa mangiare a Burano?

Queste sono solo alcune delle meravigliose sfumature di Burano, ci sarebbe ancora tanto di cui parlare ma questo è solo l’inizio sicuramente ti parlerò ancora di quest’isola dai mille colori che come avrai capito è un vero paradiso per gli occhi ma anche per il palato.

Burano è molto famosa per la sua enogastronomia legata in particolare al pesce che si può gustare nelle sue trattorie oppure anche nei vari negozi che vendono specialità tipiche locali come ad esempio i buranelli o i biscotti a forma di S, da provare!

I biscotti di Burano
 I biscotti di Burano
La tipica S di Burano che ti farà assaggiare la famiglia Stefanato nei suoi tour
La tipica S di Burano che ti farà assaggiare la famiglia Stefanato nei suoi tour

Baldassarre Galuppi ci insegna a non mollare mai!

L’ultima cosa con cui voglio lasciarti oggi è la figura di Baldassarre Galuppi, il celebre artista di Burano.

Perché voglio lasciarti con lui perché la sua figura può essere un esempio per molti.

La sua carriera infatti non iniziò in modo positivo tant’è che ci fu un momento in cui voleva abbandonare tutto ma riuscì comunque a rimboccarsi le mani e a non perdersi d’animo  e a diventare una delle figure più importanti di questa magica isola a cui fu dedicata la piazza principale dove troviamo la sede del Comune, il Museo del Merletto, la Chiesa di San Martino e dove spicca la sua statua realizzata dallo scultore di Burano Remigio Barbaro.

Cosa vedere vicino a Burano?

Abbiamo parlato prima dell’origine del suo nome lo sai che c’è chi invece pensa abbia avuto origine  da Burrius o Borius: un proprietario terriero?

Questo aspetto rappresenta l’altra sua anima che tutt’ora esiste e si può ammirare in particolare nella vicina Isola di Mazzorbo: quella legata alla terra.

Quest’isola pensa ha avuto origine nel 640 d.c. il suo periodo migliore fu nel 900 quando era abitata dai nobili veneziani successivamente nell’anno 1000 diventò quello che tutt’ora possiamo ammirare: un’isola legata, come dicevo prima alla terra.

Qui infatti ci sono vigneti in cui a partire dall’uva Dorona si produce uno dei migliori vini veneziani  ma anche i carciofi che da piccoli sono chiamati castraure, e a partire da questo mese di settembre ci si prepara all’inverno coltivando cavoli, cappucci e verze.

Qui si respira l’anima di Venezia.

Una sua particolarità è sia il sistema medievale di mura che la circondano ma anche la Chiesa di Santa Caterina al cui interno è custodita la campana del 1318, la più antica della Laguna veneziana.

L’isola di Mazzorbo è collegata attraverso un ponte a Burano e merita una sosta.

La tipica S di Burano che ti farà assaggiare la famiglia Stefanato nei suoi tour
La tipica S di Burano che ti farà assaggiare la famiglia Stefanato nei suoi tour

Come arrivare a Burano l’isola dai mille colori?

Esistono diversi modi per arrivare all’isola dai mille colori come i traghetti che partono dalla meravigliosa Venezia.

Il mio consiglio è di fare un’escursione con Delta Tour o Navigazione Stefanato.

Entrambi propongono varie tipologie di itinerari come ad esempio quelli alla scoperta delle bellissime isole veneziane tra cui Burano.

Durante il viaggio avrai modo di conoscere, tutti i segreti di Burano l’isola dai mille colori e di divertirti assieme a loro.

 

 

 599 total views,  1 views today