Lì dove nasce il Fiume Muson

Oggi ti porto lì dove nasce il fiume Muson, nel bellissimo borgo di Castelcucco, a pochi km di distanza da Asolo, in provincia di Treviso.

Grazie alla mia ultima esperienza di stage ho avuto modo di creare un itinerario lungo il Fiume Muson, un corso d’acqua che bagna il Veneto Centrale, passando proprio dietro casa mia. Questo mi ha permesso di conoscere questo piccolo centro trevigiano.

La parola Muson deriva da Mosa zona paludosa perché inizialmente era proprio così.

Nel ‘600 i veneziani, per evitare che la Repubblica fosse completamente invasa dai detriti portati dalle montagne, hanno scelto di realizzare il Muson dei Sassi che è quindi un canale artificiale

Ma torniamo a parlare del punto dove nasce il Fiume Muson.

Castelcucco è un piccolo borgo, un vero paradiso per chi come me ama i luoghi poco affollati dove respirare la vera anima veneta e dove trovare uno spettacolare mix tra natura e cultura immerso nel verde.

Il nome deriva dall’unione tra Castello e Cucco per la sua confermazione rotondeggiante e da Castrum perché un tempo qui sorgeva anche un Castello, di cui oggi rimangono alcune memorie.

Io qui ci sono stata un sabato pomeriggio di marzo con il mio ragazzo.

Raggiungerlo è molto semplice infatti come detto all’inizio si trova a poca distanza da Asolo, se arrivi in macchina ti consiglio di parcheggiarla vicino al Municipio.

Il Municipio di Castelcucco
Il Municipio di Castelcucco

Chiesa parrocchiale di San Giorgio

Il primo luogo che abbiamo visitato è stata la Chiesa parrocchiale di San Giorgio, si tratta di una vera chicca.

La Chiesa che possiamo ammirare oggi ha avuto origine nel 1692.

Nel 1695 ci fu un terremoto che provocò gravi danni al campanile che fu abbattuto nel 1713 e poi ricostruito nel 1910 e oggi contribuisce a rendere unico questo luogo.

Il campanile di Castelcucco
Il campanile di Castelcucco

 

La Chiesa di San Giorgio era la chiesa di riferimento di una delle due “Regole o zone” in cui era divisa Castelcucco in epoca Medievale: La Regola di Col Muson.

La seconda invece era la Regola di Castrocucho la cui chiesa di riferimento era l’Oratorio di San Bortolomeo, ma di questo te ne parlerò tra poco.

Della Chiesa di San Giorgio spicca la figura del Santo a cui è dedicata la Chiesa: San Giorgio conosciuto per la protezione da tutti i mali: malattie infettive, peste e dalla morte stessa, infatti viene rappresentato nell’atto di sconfiggere il drago, simbolo del peccato.

 

San Giorgio è poi presente anche all’interno della Chiesa assieme ad altri due santi importanti: Santa Lucia, la santa protettrice della vista e San Bartolomeo che protegge dalle malattie ai nervi,  da convulsioni e da ernie.

Il Bosco del Gigante e l’Oratorio di San Bartolomeo.

Ci siamo poi spostati e siamo andati a far visita al Bosco del Gigante.

Il nome di questo luogo lo si deve alla presenza nella roccia di un viso di un anziano, che riposa sopra le acque del laghetto.
Il gigante lo potrai vedere se aguzzi per bene gli occhi però attenzione perché il rumore lo infastidisce molto.

Il gigante del bosco,  ti presenta la sua casa attraverso i vari cartelli lungo il percorso, invitandoti ad abbandonare i cattivi pensieri per goderti tutte le bellezze che questo luogo può offrirti e che vanno rispettate.

L’associazione Il Fronte si occupa di proteggere questa splendida area ricca di dettagli naturalistici e dove avvertirai una grande sensazione di benessere.

L’Oratorio di San Bartolomeo si trova ad un’altezza di 600 m, per raggiungerlo ti basterà seguire un’itinerario, che parte dal Bosco del Gigante.

L’Oratorio ha avuto origine nel periodo longobardo in particolare nel VIII secolo.
Nel 1862 viene realizzato il campanile, restaurato per la prima volta nel 1908, poi nel 1945 e consolidato nel 1982

L'Oratorio di San Bartolomeo
L’Oratorio di San Bartolomeo

El Casel, dove nasce il Fiume Muson

Il Fiume Muson è stato il motore di questo paese, come per El Casel, l’ultimo luogo in cui voglio portarti oggi.

Di cosa si tratta?

Si tratta di un edificio storico oggi tutelato e valorizzato dalla Pro Loco di Castelcucco.

Il Casel è nato dall’unione tra  la forza della natura e l’ingegno umano.

L’elemento cardine di tutto questo è una fonte pulita, che non inquina e che non finisce mai: l’acqua.

Quando ha avuto origine?

Ha avuto origine nel 1921 quando fu costruita una Società Cooperativa: “Latteria Redenta” poi “Premiata”

Dalla materia prima: il latte conferito dai soci si ottenevano prodotti di qualità: formaggi, ricotta e burro.

Della Socità Cooperativa si hanno tracce fino al 1997, anche se la produzione di latticini termina nel 1956.

Ma oggi cosa rappresenta?

La Pro loco di Castelcucco, in collobarazione con le varie associazioni locali dai primi anni ’90 si è mossa per far si che tutto ciò non venisse perso.

Ha acquistato l’edificio e si è occupata del suo restauro.

Ora questa memoria rivive tra noi ed è stato riconosciuta dalla Regione Veneto come Museo, come esempio di archeologia industriale e rurale e rappresenta l’unico testimone di un’attività legate alla produzione di prodotti lattiero-caseari.

Il Casel è il fulcro di Castelcucco infatti qui si tengono concerti, mostre, opere teatrali, cerimonie e altri momenti di svago e divertimento.

El Casel
El Casel

Io penso che questi territori meritano di essere conosciuti e valorizzati ancora di più.

Tu cosa ne pensi di questo luogo dove nasce il Fiume Muson? Fammelo sapere nei commenti.

Per conoscere ancora più da vicino la vera anima della mia Regione: Il Veneto seguimi anche nel mio profilo Instagram.

 

 

 

 

 

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7 Risposte a “Lì dove nasce il Fiume Muson”

  1. Grazie a questo articolo si può apprezzare di più una passeggiata in questo luogo con una bella giornata di sole, Molto interessante. Non si finisce mai di imparare, Bel Articolo! Peccato che non sia molto valorizzato e segnalato bene con i cartelli.

    1. Verissimo si dovrebbe lavorare ancora di più sulla valorizzazione di queste meraviglie. Comunque hai ragione, in questi momenti dell’anno, questi luoghi sono ancora più belli.

  2. Bell’articolo, ottimi luoghi per svolgere delle passeggiate alla scoperta dei bei paesaggi più nascosti del nostro Veneto.

  3. Complimentissimi!!!!articolo bellissimo ed interessante!!!ora potrò apprezzare maggiormente i luoghi dove vado spesso a camminare!

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